Cinque paesi che devi assolutamente visitare nelle montagne della Sardegna

Fabrizio
Fabrizio
Globetrotter, rock climber, nature lover, vegetarian, environmentalist. Outdoor guide as a lifestyle and traveling as a way to get to know the world. Email: [email protected]

La Sardegna, con i suoi 1.849 km di coste ricche di spiagge dalle sabbie più varie e circondata dalle acque cristalline del Mar Mediterraneo, è una destinazione estiva estremamente popolare per numerosi turisti italiani ed europei desiderosi di una vacanza da trascorrere tra tuffi e relax al sole o sotto un ombrellone.

Tuttavia, ciò che diverse persone amanti delle località balneari non sanno, è che la Sardegna è in realtà una regione prevalentemente montuosa. All’interno delle sue montagne e delle sue, valli custodisce la sua cultura più tradizionale e numerosissime attrazioni naturali. Infatti, è nei villaggi più isolati sulle montagne che la civiltà sarda è fiorita ed è riuscita più che altrove a mantenersi al sicuro dai numerosi invasori che nel corso della storia hanno occupato e sfruttato l’isola.

È qui che sono nate molte prelibatezze culinarie che gustiamo ancora oggi e che si è sviluppata e mantenuta la rinomata tradizione pastorale sarda.

La storia della Barbagia

Fenici, punici e poi romani cercarono di colonizzare e invadere l’isola nella sua totalità. Ma si accorsero presto che un’intera area racchiusa nella catena montuosa centrale della Sardegna era molto difficile da assoggettare al loro dominio.

I villaggi di montagna erano difesi da genti che rifiutavano di essere assimilate a una cultura straniera aiutate dalle caratteristiche morfologiche del territorio, che gli permettevano di difenderlo con maggiore facilità di quanto non fosse possibile nelle aree costiere e pianeggianti dell’isola. Ben presto cominciarono ad essere chiamati dagli invasori “barbari”, ed è così che nacque il mito della Barbagia.

Le intense attività di disboscamento dell’ottocento, avvenute per mano degli occupanti dell’isola, crearono ampi spazi privi di vegetazione ad alto fusto in cui l’allevamento ovino risultava essere l’attività più redditizia, sostituendosi così ai lavori che venivano svolti in precedenza.

A partire dal Medioevo l’intera area, che si estende per circa 1.300 km², riuscì a mantenere un alto grado di autonomia dai vari dominatori. Oggi è identificata come una delle numerosi regioni storiche della Sardegna.

Anche se nel corso dei secoli molte cose sono cambiate, la regione e i suoi abitanti – oggi circa 120.000 – conservano e difendono ancora parte delle tradizioni che hanno contraddistinto questa roccaforte della cultura sarda fin dai tempi della civiltà nuragica.

Barbagia
From Wikipedia CC BY-SA 4.0, Link

La prossima volta che visiti la Sardegna, ti consigliamo vivamente di recarti in Barbagia. Per aiutarvi nella scelta delle vostre destinazioni, abbiamo stilato per voi una lista dei cinque paesi che a nostro avviso dovete assolutamente visitare per sperimentare il meglio di ciò che quest’area della Sardegna ha da offrire. Senza ulteriori indugi, immergiamoci nel territorio!

Laconi

Fontana all’interno del Parco Aymerich

Laconi si trova a due passi dal confine sud-occidentale della Barbagia, più precisamente nell’altipiano del Sarcidano. Arrivando da Oristano, è uno dei punti di ingresso all’area più montuosa dell’isola. Questo piccolo gioiello ha molto da offrire, tanto per ciò che riguarda le attrazioni paesaggistiche quanto per quelle storiche.

Ha ospitato infatti famosi personaggi che hanno contribuito a forgiare la fama e l’architettura di questo centro: gli Aymerych e Sant’Ignazio da Laconi.

Il primo è il nome della famiglia discendente da Ignazio Aymerich, politico e imprenditore che nel XVII secolo si trasferì a Laconi e qui acquistò un esteso terreno nel quale questi costruì un piccolo impero. La tenuta comprendeva una grande villa, un enorme giardino botanico e pochi altri edifici per l’alloggio del personale e dei lavoratori del maniero.

Il Parco Aymerich era un tempo utilizzato per la produzione di seta, per la messa a dimora a scopo di collezionismo di alberi e piante tropicali e per intrattenere la famiglia Aymerich. Oggi Il parco è pubblico e visitabile gratuitamente. Con i suoi alberi monumentali, stagni, cascate e le rovine di un edificio simile a un castello, attira visitatori da tutta la Sardegna e anche dall’estero.

L’ex villa degli Aymerich, è stata ugualmente aperta al pubblico e trasformata in un museo con una grande esposizione di Menhir. Passeggiando nel centro storico incredibilmente conservato, proprio accanto al parco e alla villa di Aymerich, si possono ammirare diverse perle architettoniche e l’antica casa di Sant’Ignazio.

Sadali

Cascata e mulino di San Valentino – su santu coiadori

Conosciuta come “La città dell’acqua”, Sadali è un paese costruito lungo un corso d’acqua che è stato perfettamente incorporato nell’architettura del paese.

Camminando lungo le stradine, tra le case tradizionali sarde, vi troverete circondati da canali, cascate, mulini ad acqua, grotte e fontane disseminate in ogni angolo.

L’ambiente fiabesco e rilassato, insieme all’architettura del paese in cui sembra che il tempo si sia fermato, vi farà sentire come immersi in un villaggio di un’opera di Tolkien. Vale la pena menzionare anche l’interessante chiesa di San Valentino che sorge nel centro storico.

Non lontano dal paese non potete poi mancare di visitare la magnifica cascata di “Su Stampu de su Turrunu” e le affascinanti grotte “Is Janas” situate nelle sue vicinanze.

Baunei

Punta Giradili

Baunei si è classificata al secondo posto nella competizione 2021 per il “borgo più bello d’Italia” e non c’è affatto da stupirsi. Il paese è infatti la porta d’ingresso a una delle aree più caratteristiche e selvagge delle montagne sarde: il Supramonte.

Partendo dal paese e avventurandosi in una breve escursione, si può raggiungere la cima di Punta Giradili che si erge a picco sul golfo di Orosei e sovrasta lo scoglio di Pedra Longa. Da qui puoi goderti panorami mozzafiato tra i più fotografati dell’isola, arricchiti da un’acqua color smeraldo che che ti farà venire una gran voglia di scendere verso il mare per immergertici.

Inutile dire che anche il centro cittadino in sé è davvero incantevole e conserva numerosi edifici tradizionali. Da qua, con un breve spostamento in macchina, si possono raggiungere luoghi stupendi quali il canyon di Gorroppu e la celeberrima Cala Goloritzé.

Orgosolo

Murale contro la guerra

Questo paese è stato lo scenario di una delle più significative vicende di resistenza della Barbagia e di tutta la Sardegna moderna. Qua ha avuto luogo infatti nel 1969 la Rivolta di Pratobello, un evento piuttosto significativo per la storia moderna di tutta l’isola, che vide come protagonisti gran parte della popolazione orgolese. Questa ha difeso con ogni mezzo un ampio territorio nei pressi del centro abitato, che il governo italiano avrebbe voluto espropriare per costruire un poligono militare.

La vicenda si concluse con la vittoria degli abitanti di Orgosolo che ebbero la meglio sulla volontà del governo italiano e mantennero la proprietà collettiva dei terreni. Al giorno d’oggi questa vicenda è ancora estremamente viva nella memoria non solo degli abitanti del paese, ma di tutto il popolo sardo, ed è celebrata da decine di murales che ricoprono i muri di Orgosolo e ricordano questa così come altre lotte politiche avvenute in Sardegna, conservandole e tramandandole nel tempo.

Oltre a questi aspetti culturali estremamente interessanti, dal paese è facile raggiungere in auto importanti siti naturali. La meravigliosa Foresta di Montes, con gli interessanti contrafforti di Monte Santu Juanne e Monte Fumai o il Nuraghe Mereu, rappresenta la porta d’ingresso posteriore del canyon di Gorropu.

Ulassai

Ulassai
Ulassai e il suo Tacco

Che siate amanti dell’arte, della cultura tradizionale, della cucina, del vino o della natura, Ulassai riuscirà a soddisfare tutti i vostri desideri! Questo paese di montagna si trova nel cuore della sub-regione dell’Ogliastra, ed è noto per le particolari formazioni rocciose conosciute come “Tacchi” – dalle quali il paese è completamente circondato – che ricordano appunto la forma di un tacco rovesciato.

Questo piccolo centro è diventato ultimamente meta anche stabile di numerosi amanti degli sport all’aria aperta provenienti da tutta Europa. Grazie alle sue falesie calcaree quale luogo ideale per vivere una vita sana e a contatto con la natura. È un luogo eccellente per praticare l’arrampicata su roccia, con più di 20 falesie e oltre 500 vie in continua espansione.

Oltre all’arrampicata su roccia, è un luogo ideale per altre attività all’aperto quali l’escursionismo, il campeggio, lo slacklining, la mountain biking, la speleologia, e tanto altro ancora. Parlando di grotte, non ci si può perdere la visita dell’imponente Grotta Su Marmuri a pochi minuti a piedi dal paese, e se vi piace camminare un po’ di più potreste arrivare senza grossi sforzi sul tacco che domina il centro abitato o all’interno del vicino canyon naturale.

Ulassai è anche sede del museo d’arte di una delle più famose tra gli artisti e le artiste sarde di tutti i tempi: Maria Lai. Il museo ospita una mostra d’arte permanente, oltre a periodici eventi e attività con importanti ospiti.
Ogni anno, Ulassai è sede inoltre di numerosi concerti e altre attività organizzati nell’ambito del “Festival dei Tacchi”.

Confina con il paese di Jerzu, uno dei centri più famosi nell’isola per la produzione di vino, noto per i suoi vigneti di Cannonau.

Spostandosi in bicicletta o in auto nei dintorni di Ulassai e Osini, si possono ammirare inoltre diversi bei nuraghi come ad esempio il Nuraghe Serbissi, in ottimo stato di conservazione.
In circa mezz’ora è possibile anche raggiungere il magnifico monumento naturale di Perda Liana.

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